Giorno 5 – Sabato 8 giugno

All’alba molliamo gli ormeggi per l’ultima volta. Direzione: la Serenissima. Durante tutto il tragitto, lungo l’isola di Pellestrina e poi Lido, sono tante le imbarcazioni che ci passano vicino, ci salutano e ci incoraggiano. Stessa cosa da terra.
Alle bocche di Malamocco dobbiamo fermarci per evitare di passare troppo vicini ad una grande nave, la prima delle tante che incontreremo durante la navigazione.
L’ultimo tratto siamo addirittura scortati da Polizia Locale, Protezione Civile e Capitaneria di Porto. “Ma vi scortano o vi portano via?”, ci chiede ridendo un signore da una barca che ci supera velocemente.

L’arrivo a Venezia è suggestivo. Vedere il campanile di San Marco che esce dalla foschia e si sagoma nitido, insieme alla silhouette della città è emozionante. Ad accoglierci ci sono gli amici di Rimini e le nostre famiglie, con magliette e striscioni
.
Purtroppo l’attracco è un po’ discosto rispetto alle nostre aspettative, e a parte i conoscenti, sono pochi a rendersi conto di quello che succede.
Per fortuna ci pensano i giornalisti del TG3 Venezia, che arrivano e ci “regalano” un po’ di visibilità, e alla fine si trova anche un assessore per stringere la mano.
L’etichetta è salva.

Siamo arrivati a Venezia, difficile da credere ripensando a quel blocco di foglietti con abbozzata una “cosa” galleggiante.