Giorno 3 – Giovedì 6 giugno

Le condizioni del mare sono ancora proibitive, per cui decidiamo di cambiare programma e proseguire lungo il fiume. Il nostro catamarano riciclone ha retto bene alla precedente navigazione ma non vogliamo stressarlo ancora così tanto.  Ci tocca abbattere l’albero e andare a motore. La navigazione sul Po è piacevole e ci permette di riposarci dopo le fatiche della notte e il poco sonno. Il grande fiume è placido e non incontriamo nessuno.

Riusciamo a pranzare con un’ottimo cous cous solare, con verdure e ceci. A Taglio di Po attracchiamo e scendiamo a piedi con le taniche per fare benzina, visto che sul po la navigazione è esclusivamente a motore. Si affianca una macchina: “Voi siete quelli di Mal di Plastica. Vi ho visti al TG. Salite che vi accompagno”. Chi l’avrebbe mai detto. Siamo famosi! Approfittiamo del passaggio, chiacchieriamo con Giorgio – questo il nome del nostro salvatore! – e poi riprendiamo.

Riparte la navigazione sul Po. Foto di Giorgio Ricchi

Cominciamo ad attraversare il sistema di chiuse che collega il Po ai canali che portano alla foce dell’Adige e poi a quella del Brenta sino ad arrivare all’interno della laguna veneta, sotto Chioggia.  I paesaggi sono bucolici, gli alberi si allungano sull’acqua, fiori e foglie galleggiano spandendo profumi dolciastri, l’aria è pulita e fresca.

A differenza del primo tratto di fiume, qui la presenza di plastica è davvero molto visibile soprattutto nelle anse del fiume e in prossimità delle chiuse, ammassata sugli argini tra i legni trasportati dalla corrente e i cigni che riposano.

Superata l’ultima chiusa, sempre emozionante, attraversiamo l’area industriale di Chioggia. Da parecchio ormai è buio pesto ma le luci del polo industriale illuminano il canale. Ci affianca una motovedetta della guardia di finanza e ci fa qualche domanda. Poi se ne va tra il dubbioso e l’incredulità. E’ l’una quando arriviamo al Circolo nautico di Chioggia, che ci ospita.