Giorno 3 – Giovedì 6 giugno

Ieri, attorno alle 20 finalmente abbiamo lasciato Porto Garibaldi, direzione Porto Barricata,alla bocca del Po delle Tolle.
Le onde sono alte più di un metro, e il vento è sostenuto.
Una situazione che mette a dura prova il nostro zatterone. Ma ce lo aspettavamo, almeno per un’oretta. Invece le previsioni si rivelano errate. Il vento e il mare continuano grossi per tutta la notte, rendendo la navigazione molto difficile. Siamo costretti a ridurre la vela per mantenere la stabilità e attaccare il motore che però si spegne spesso a causa delle onde grosse e delle ricadute della barca.
Con grandi difficoltà e parecchia fatica, arriviamo a Porto Barricata alle 3 di notte. Finalmente possiamo cenare, visto che l’impegno a bordo ci aveva fatto dimenticare questo piccolo particolare!

Le condizioni del mare sono ancora proibitive, per cui decidiamo di cambiare programma e proseguire lungo il fiume. Ci tocca abbattere l’albero e andare a motore. La navigazione sul Po è piacevole e ci permette di riposarci dopo le fatiche della notte e il poco sonno. Il grande fiume è placido e non incontriamo nessuno. A Taglio di Po attracchiamo e scendiamo a piedi con le taniche per fare benzina. Si affianca una macchina: “Voi siete quelli di Mal di Plastica. Vi ho visti al TG.
Salite che vi accompagno”. Chi l’avrebbe mai detto. Siamo famosi!
Approfittiamo del passaggio, chiacchieriamo con Giorgio questo il nome del nostro salvatore! – e poi riprendiamo.

Cominciamo ad attraversare il sistema di chiuse che collega il Po ai canali che portano alla foce dell’Adige e poi a quella del Brenta, sino ad arrivare all’interno della laguna veneta, sotto Chioggia. I paesaggi sono bucolici, gli alberi si allungano sull’acqua, fiori e foglie galleggiano spandendo profumi dolciastri, l’aria è pulita e fresca. Purtroppo però, vicino ai pontili e
nelle zone vicino a riva, dove la corrente porta tronchi e detriti, la plastica è tanta.

Superata l’ultima chiusa attraversiamo l’area industriale di Chioggia. Ci affianca una motovedetta della guardia di finanza e ci fa qualche domanda. Forse ha capito, forse no, meglio lasciarci perdere  Poi se ne va. È l’una quando arriviamo al Circolo nautico di Chioggia, che ci ospita.