Giorno 2 – Mercoledì 5 Giugno

Arriviamo a Porto Garibaldi dove, come da accordi, ci raggiunge Roberto Mercadini, incuriosito dal nostro progetto, e rimane tutta la mattina assieme a noi per fare video e raccontare la storia e il significato di Mal di Plastica.

Bello chiacchierare insieme a lui, rispondere ad ogni domanda e curiosità e come giustamente ci ha fatto notare: l’unica cosa che non ha funzionato (il motore) era l’unica non realizzata da noi e l’unica costruita per fare quello nella sua vita…spingere una barca!

Alle 13, arrivati al momento di ripartire, il motore ci abbandona definitivamente. Niente. Non si accende. Avvisiamo il nostro team di supporter composto da Yacht club Rimini, Marina di Rimini e BlueSea che parte da Rimini e in un paio d’ore ci porta il motore di un socio per poter proseguire la navigazione. Si parte? Purtroppo No. Perché nel frattempo il mare si è fatto grosso e il vento si è alzato. Le condizioni non sono buone per la navigazione a vela.Ne approfittiamo per un bagno ristoratore attendendo la sera. Le previsioni danno una finestra di tempo buono tra le 21 e la mattina successiva. Per cui partiamo alle 20, direzione Porto Barricata, alla bocca del Po delle Tolle. Vista la situazione meteo, decidiamo di cambiare rotta e raggiungere Venezia attraverso i canali che si diramano dal Po.

Le onde sono alte più di un metro, e il vento è sostenuto. Una situazione che mette a dura prova il nostro zatterone. Ma ce lo aspettavamo, almeno per un’oretta. Invece le previsioni si rivelano errate. Il vento e il mare continuano grossi per tutta la notte, rendendo la navigazione molto difficile. Siamo costretti a ridurre la vela per mantenere la stabilità e attaccare il motore che però si spegne spesso a causa delle onde grosse e delle ricadute della barca. Con grandi difficoltà e parecchia fatica, arriviamo a Porto Barricata alle 3 di notte dopo essere riusciti in qualche modo a “centrare” l’ingresso.

In tutto questo delirio non abbiamo mangiato ancora nulla, ma le piadine comprate a Porto Garibaldi erano buonissime anche sei ore dopo, ormeggiati accanto ad una draga tra allevamenti di zanzare.

Notte stretta, in tre nella piccola tendina per ben tre ore di sonno…il Po ci aspetta!